LE PISCINE

L’Acqua del Santuario è convogliata nelle piscine, suddivise in due aree distinte tra uomini e donne, aperte ai pellegrini a partire dal 1° marzo 1979. Da quel giorno c’è la possibilità di immergersi. Un momento vissuto all’interno della “Liturgia delle acque” guidata da sacerdoti della Famiglia Carismatica dell’Amore Misericordioso e dai Volontari del Santuario.

LITURGIA DELLE ACQUE: COME ACCEDERE

Aperto da marzo a ottobre: lunedì ore 10:00; giovedì ore 15:30; sabato ore 15:30
Aperto da novembre a febbraio: lunedì ore 10:00; sabato ore 15:30
Per gruppi superiori alle 15 persone è necessaria, almeno una settimana prima, la prenotazione presso il Centro Informazioni del Santuario.
Tel. 075-8958.282 – fax 075-8958.283
Mail: informazioni@collevalenza.it
La Liturgia delle Acque non si effettua in corrispondenza di festività civili o religiose.

Spiegazione dell’Acqua del Santuario dell’Amore Misericordioso

Per fare un retto uso dell'Acqua del Santuario di Collevalenza, occorre considerare bene i suoi significati spirituali e le ragioni per le quali la Divina Provvidenza ce l'ha donata per mezzo di Madre Speranza.

L'acqua, segno della Grazia

L'acqua è uno di quegli elementi materiali che vengono utilizzati nella Bibbia per descrivere le realtà spirituali e soprannaturali:

  • L'acqua che lava è il segno della Grazia divina che purifica la nostra coscienza da ogni macchia di peccato (Tt 3,3-7).
  • L'acqua che disseta è il segno della Grazia divina che sazia la nostra sete interiore di verità e di pace (Gv 4,5-15; 7,37-39).
  • L'acqua che fertilizza è il segno della Grazia divina che ci rinnova il cuore e ci rende capaci di portare i "frutti dello Spirito" (Gal 5,16-25).

L'acqua, strumento della Misericordia

Nella Bibbia l'acqua viene anche usata per compiere alcuni miracoli i cui destinatari a volte sono dei malati incurabili:

  • Il popolo d'Israele, guidato da Mosé, s'incammina in mezzo alle acque del Mar Rosso che si aprono e consentono il passaggio (Es 14,15-31).
  • Naaman, malato di lebbra, è invitato dal profeta Eliseo a immergersi sette volte nel fiume Giordano per essere risanato (2 Re 5,1-19).
  • Il cieco nato viene segnato sugli occhi, con del fango, da parte di Gesù il quale poi gli dice: «Và a lavarti nella piscina di Siloe» (Gv 9,1-41).

L'origine dell'Acqua del Santuario

In relazione alla storia del pozzo che si trova a fianco della Basilica dell' Amore Misericordioso, occorre sapere che:

  • Madre Speranza ne volle fermamente la realizzazione non per iniziativa propria, ma per una chiara ispirazione di carattere soprannaturale.
  • La perforazione del pozzo fu eseguita nell'anno 1960; la prima falda acquifera fu trovata a 92 metri; le altre a 114, 120 e 122 metri.
  • L'edificio che ospita le vasche per l'immersione dei malati è stato realizzato nello stesso periodo e fa parte del medesimo "progetto".

Le finalità dell'Acqua del Santuario

Per comprendere le finalità del pozzo e delle vasche, bisogna tener conto di ciò che Madre Speranza ha dichiarato a questo proposito:

  • Lei ha assicurato che per mezzo di quest'Acqua si rinnoveranno prodigi, cioè si opereranno guarigioni da «gravi infermità», anche incurabili.
  • E tra queste «malattie che la scienza umana non sa curare», lei ha nominato espressamente «la paralisi, il cancro, la leucemia».
  • In questo senso, l'Acqua del Santuario va considerata come un segno della Grazia e uno strumento della Misericordia del Signore.

L'Acqua in rapporto al messaggio del Santuario

La speciale funzione di quest'Acqua è strettamente collegata con il messaggio spirituale proclamato presso il Santuario:

  • Il Signore vuole risanare anche da malattie incurabili per farci capire che la Sua Misericordia può guarirci da ogni forma d’infermità spirituale.
  • Egli, infatti, ci risana dal "peccato veniale abituale" che è come una paralisi che ci blocca e non ci fa camminare sulla via del bene.
  • E ci cura, inoltre da ogni genere di "peccato mortale" che è come un cancro che ci corrode dal di dentro e ci distrugge.

Come disporsi a usare l'Acqua del Santuario

Stando così le cose, occorre seguire alcune indicazioni sul modo con cui adoperare quest'Acqua, per valorizzarla al meglio:

  • Prima di domandare la guarigione del corpo, occorre «curare le piaghe dell'anima», ricorrendo ai Sacramenti presso il Santuario, dove ci attende il «Padre che perdona, dimentica e non tiene in conto».
  • L'Acqua va utilizzata «con molta fede e fiducia», sostenendo la richiesta di guarigione con la preghiera, in particolare con la "Novena all'Amore Misericordioso", composta dalla stessa Madre Speranza.
  • E qualora la volontà di Dio disponesse in modo diverso rispetto alle richieste fatte, occorre aprirsi ad una serena accettazione della propria sofferenza, in unione alla passione del Signore.

Il discernimento dell'Autorità Ecclesiastica

Vista l'assoluta particolarità dell'argomento, è necessario anche tener conto del giudizio espresso dall'Autorità Ecclesiastica:

  • All'inizio essa è stata molto prudente, fino a sospendere formalmente l'utilizzo delle vasche per l'immersione dei malati.
  • Questo periodo di discernimento si è prolungato per più di diciotto anni, dal novembre del 1960 al marzo del 1979.
  • Oggi, l'Autorizzazione della Chiesa a svolgere questa particolare forma di apostolato è certamente una garanzia ulteriore per tutti.

LITURGIA DELLE ACQUE: PREGHIERE

PREGHIERA PER IL SANTUARIO

Fa', Gesù mio, che vengano a questo tuo Santuario le persone del mondo intero, non solo col desiderio di curare i corpi dalle malattie più strane e dolorose, ma anche di curare le anime dalla lebbra del peccato mortale e abituale. Aiuta, consola e conforta, o Gesù, tutti i bisognosi; e fa' che tutti vedano in Te non un Giudice severo, ma un Padre pieno di amore e di misericordia, che non tiene in conto le miserie dei propri figli, ma le dimentica e le perdona.

PREGHIERA PER I MALATI CHE SI IMMERGONO NELLE PISCINE

Signor mio e Dio mio, per il tuo amore e per la tua misericordia, guarisci noi che siamo tuoi figli da ogni malattia, specialmente da quelle che la scienza umana non riesce a curare e fa che con il tuo aiuto conserviamo sempre pura la nostra anima da ogni peccato grave.

LITURGIA DELLE ACQUE: L'IMMERSIONE

COME SI EFFETTUA L’IMMERSIONE

L’inizio della Liturgia delle Acque avviene all’interno del Santuario. Al termine della liturgia, i pellegrini, seguendo il sacerdote, si avviano processionalmente al piazzale delle piscine. Qui, dopo aver atteso il proprio turno, si giunge all’ingresso della vasca, dove il personale addetto invita ad accomodarsi nel proprio box. Il pellegrino, svestendosi, deposita gli indumenti e si cinge con il telo che trova a disposizione.

Giunto il proprio turno, si avvicina alla vasca, dove altri volontari lo attendono per aiutarlo nella preghiera e nel gesto di fede che si accinge a compiere. Una volta effettuato il bagno, senza asciugarsi, il pellegrino entra nuovamente nel proprio box e si riveste.
Per i portatori di handicap c’è una vasca opportunamente attrezzata con una barella che viene fatta calare elettronicamente nell’acqua.
Per effettuare l’immersione non si deve portare nessun abbigliamento particolare, né accessori.
L’acqua è riscaldata.

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